martedì 22 marzo 2011

Profumi e sapori il contest a colori

Ciao a tutti/e!!!
Eccomi quà, tempo fà avevo partecipato alla bellissima raccolta di ricette intitolata "Il tempo delle mele" e alla fine la brava Stefania ha "sfornato" un bellissimo PDF, messo a disposizione delle amiche e quindi scaricabile dal suo blog.
Ora rieccomi quà scrivere "quattro righe" per  un'altra belllissima iniziativa (come siete brave, voi che riuscite a fare tutte queste cose, io non riesco nemmeno a fare il giro dei blog...anche soltanto per un piccolo saluto) ....ritorniamo al dunque, stavo dicendo che ha indetto un bellissimo contest - il collegamento non deve mancare, il blog è  "Profumi e sapori - il contest a colori" in collaborazione con Cascina San Cassiano.

Non so se riuscirò a partecipare, ma è talmente carino!!!
Andate a vedere voi stessi/e.

Ciao, ciao.

Vivere cent'anni...nessuno...



Nessuno ci garantisce di vivere cent'anni, per questo viviamo i giorni apprezzando e cercando di trovare il lato positivo anche in ciò che a noi non piace, e ricordandoci che tutto quello che ci circonda è stato fatto da qualcosa o qualcuno più grande di noi.

giovedì 17 marzo 2011

1861 - 2011



INNO DI MAMELI

Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì! 


Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popoli,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì! 


Uniamoci, uniamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
 

Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì! 


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l'elmo di Scipio: L'Italia ha di nuovo sulla testa l'elmo di Scipio (Scipione l'Africano), il generale romano che nel 202 avanti Cristo sconfisse a Zama (attuale Algeria) il cartaginese Annibale. L'Italia è tornata a combattere. Le porga la chioma: La Vittoria sarà di Roma, cioè dell'Italia. Nell'antica Roma alle schiave venivano tagliati i capelli. Così la Vittoria dovrà porgere la sua chioma perché sia tagliata, perché la Vittoria è schiava di Roma che sarà appunto vincitrice.
coorte: nell'esercito romano le legioni (cioè l'esercito), era diviso in molte coorti. Stringiamci a coorte significa quindi restiamo uniti fra noi combattenti che siamo pronti a morire per il nostro ideale.
calpesti: calpestati
Raccolgaci: la lingua di Mameli è la lingua poetica dell'Ottocento. Questo raccolgaci in italiano moderno sarebbe ci raccolga, un congiuntivo esortativo che assimila il pronome diretto. Il significato è: ci deve raccogliere, tenere insieme.
una speme: altra parola letteraria e arcaica. Significa speranza. Non c'è però da stupirsi troppo se Mameli usa queste parole. Nella lingua delle canzonette di musica leggera intorno al 1950, queste parole si trovano ancora.

fonderci insieme: negli anni di Goffredo Mameli l'Italia è ancora divisa in molti staterelli. Il testo dice che è l'ora di fondersi, di raggiungere l'unità nazionale.
per Dio: doppia interpretazione possibile. Per Dio è un francesismo e quindi significa "da Dio": se siamo uniti da Dio, per volere di Dio, nessuno potrà mai vincerci.
Certo è però che in italiano "per Dio" può essere anche una imprecazione, una esclamazione piuttosto forte. Che avrà mai voluto intendere Goffredo Mameli? Siccome aveva Vent'anni ci piace pensare che abbia voluto lui stesso giocare sul doppio senso (in fondo i suoi rapporti con il Vaticano non erano buonissimi, tant'è vero che è morto proprio a Roma dove combatteva per la Repubblica)

Dovunque è Legnano: ogni città italiana è Legnano, il luogo dove nel 1176 i comuni lombardi sconfissero l'Imperatore tedesco Federico Barbarossa
Ferruccio: ogni uomo è come Francesco Ferrucci, l'uomo che nel 1530 difese Firenze dall'imperatore Carlo V.
Balilla: è il soprannome del bambino che con il lancio di una pietra nel 1746 diede inizio alla rivolta di Genova contro gli Austro-piemontesi
I Vespri: Nel 1282 i siciliani si ribellano ai francesi invasori una sera, all'ora del vespro. La rivolta si è poi chiamata la rivolta dei Vespri siciliani
Le spade vendute: i soldati mercenari si piegano come giunchi e l'aquila, simbolo dell'Austria, perde le penne
Il sangue polacco: L'Austria, alleata con la Russia (il cosacco), ha bevuto il sangue Polacco, ha diviso e smembrato la Polonia. Ma quel sangue bevuto avvelena il cuore degli oppressori

 Tratto da: http://www.scudit.net/mdmamelinno.htm

domenica 13 marzo 2011

Torta di semolino con uvetta... dopo il mega lavoro delle ciambelline...grrrr




A carnevale visto che avevo mezza giornata libera e non avevamo in progetto di uscire, ecco che mi sono trovata un mega lavoro... volevo provare a fare le "Ciambelle morbidose" di "Le padelle fan fracasso", lavora, lavora, lavora, prima lievitazione, seconda lievitazione...e alla fine... FLOP!!!

Giorni prima avevo fatto le mie solite Frittole e la soddisfazione è stata tanta, ma per non ripetermi ...eppure le ciambelle tempo, tanto tempo fà le avevo già fatte ed erano venute bene, dovrò andare a ricercare la ricetta, ma al momento non ne ho nessuna voglia...uff!!!

Che periodo...già non ho tempo e quando ne trovo un pò forse decido di fare un "qualcosa da non fare", non è per me... le ciambelle non mi riescono ne con il buco ne senza...!
Vorrei andare in un centro benessere, staccare la spina e farmi coccolare...ricaricarmi di energia positiva, quella che mi manca...
Il tempo nemmeno non aiuta, questo tempo "muffoso", piovoso...sempre lavoro e casa, casa e lavoro, le giornate passano veloci, anche se a volte sembrano andare al rallentatore.

Insomma dopo questa deviazione, aggiungo che un gran fracasso l'avrei voltuo fare io...che DELUSIONE, l'impasto è lievitato, stra...lievitato, ma era troppo appiccicoso, così ho aggiunto farina e non ho aggiunto zucchero...più che ciambelle morbidose sono diventate dei panini ... alcune le ho fatte al forno altre le ho fritte e ci ho aggiunto una spolverata di zucchero a velo...sigh!!!

Le foto? Si, le ho fatte e non ho esitato un attimo a cestinarle.

Quindi ho deciso di provare qualcosa di più addatto alla mia esper... non esperienza e ho optato per la "Torta di semolino".

Si, avete capito bene, TORTA DI SEMOLINO
Non è niente male, meno elaborata, molto più veloce delle ciambelle...!

La ricetta arriva direttamente dalla confezione.
Come prima cosa ho messo in ammollo l'uvetta in un po' d'acqua.

Ingredienti:
1 litro di latte;
250 g di semolino;
2 uova;
200 g d1 zucchero;
100 g di burro;
uvetta;
buccia di limone.

Procedimento:
Fate bollire il latte con lo zucchero e la buccia di limone grattata.
Aggiungete il semolino facendolo cadere a pioggia sempre mescolando finché prenderà consistenza.
Lasciate intiepidire il composto, unite l'uvetta (precedentemente strizzata dall'acqua), il burro e le uova sbattute.
Amalgamate bene e versate il tutto in una teglia imburrata.
Infornate a calore vivace per circa mezz'ora, finchè la superficie sarà dorata.